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Glossario

Associazione di attributi

Il GIS offre la possibilità di associare ad elementi geografici rappresentativi di oggetti sul territorio attributi ed informazioni di vario tipo (dati alfanumerici, testi, foto, disegni, ecc.). Per i dati raster è possibile associare ad ogni cella elementare, rappresentativa di una certa area, un numero infinito di attributi. Inoltre a classi di attributi possono essere associate ulteriori informazioni.
Per esempio, in un'immagine da satellite, ad ogni cella sono associate le risposte spettrali delle diverse bande, oltre a poter essere associato il valore di classe di uso del suolo calcolato con opportuni algoritmi sulla base delle varie risposte spettrali. Per quanto riguarda il formato vettoriale, gli elementi presenti sul territorio possono essere rappresentati da elementi puntuali, lineari o poligonali o da insiemi compositi di questi elementi di base (oggetti). Generalmente gli attributi del formato vettoriale sono inseriti in un data base relazionale, pertanto la definizione di tabelle e relazioni può essere considerata dinamica e flessibile nel tempo, cosa che offre potenzialità molto vaste nella struttura degli archivi e nelle applicazioni.

Banda spettrale

Intervallo, nello spettro elettromagnetico, definito da due diverse lunghezze d'onda, o frequenze.

Colore

Proprietà di un oggetto, o di una superficie, di assorbire e riflettere una parte dell'energia elettromagnetica incidente. Il colore è definito da tre grandezze: tinta, luminosità, saturazione.

Colore reale

Rappresentazione del colore naturale o pseudo-naturale. Al rosso, al verde e al blu corrispondono i colori naturali ricavati dalle corrispondenti 3 bande TM del visibile; l’effetto è di tipo fotografico.

Erosione

L’erosione è il fenomeno per cui la superficie terrestre, attaccata dai vari agenti chimici, fisici e biologici, subisce una continua demolizione.

Falso colore

Rappresentazione di un colore mediante un altro. L'esempio classico è quello dell'immagine multispettrale, ottenuta col sistema MSS del satellite Landsat, dove la banda 4 (0.5 - 0.6 micron) corrispondente alla luce verde viene normalmente codificata in blu, la banda 5 (0.6 - 0.7 micron, luce rossa) viene codificata in verde, mentre la banda 7 (0.8 - 1.1micron, radiazione infrarossa), non visibile dall’occhio umano e perciò "priva di colore", viene codificata in rosso. La combinazione di queste tre immagini, secondo le leggi della sintesi dei colori, dà origine a una nuova immagine a falsi colori, poiché i colori rappresentati sono diversi da quelli della scena. La scelta delle tre bande da rappresentare in falsi colori determina le caratteristiche della supreficie terrestre che si vogliono evidenziare.

Funzione di Buffer

La funzione di Buffer permette di tracciare zone di rispetto attorno ad un determinato elemento topologico e ciò consente analisi di prossimità. A titolo esemplificativo, tale funzione può, nel caso di pianificazione della raccolta rifiuti, rispondere a domande come:
Quante abitazioni si trovano entro 100 metri dal punto di raccolta?
Qual'è il numero totale di abitanti entro 1 chilometro dal punto di raccolta?

Georeferenziazione

La georeferenziazione è fondamentale per associare ad ogni punto dell'immagine le sue coordinate spaziali reali, al fine di poter sovrapporre la stessa immagine con altri dati relativi allo stesso punto del territorio cui si riferiscono. I diversi sistemi di riferimento adottati nel tempo in Italia nella produzione cartografica, determinano sensibili spostamenti delle coordinate dei punti rappresentati. E’ dunque indispensabile conoscere il "datum" del supporto cartografico adottato e convertire, mediante appropriati algoritmi, le coordinate dei punti trattati successivamente. Il termine georeferenziazione ereditato dalla lingua anglosassone ed ormai pienamente acquisito nell’ambiente geografico condensa in sé diversi concetti fondamentali. Nella sua essenza, la georeferenziazione indica il corretto posizionamento dei dati, e conseguentemente delle informazioni associate, in un determinato sistema di riferimento geografico.
E’ indispensabile conoscere il sistema di riferimento adottato e convertire le coordinate, se necessario, per evitare errori nella rappresentazione delle informazioni. Georeferenziare consiste dunque nel posizionare, mediante coordinate note dette punti di controllo, un'immagine raster o dati vettoriali nella zona del territorio reale, secondo un determinato sistema di riferimento. Una cartografia o anche una immagine può essere georeferenziata associando ad alcuni punti riconoscibili nell'immagine le coordinate estratte da cartografia o GPS, o acquisite con un digitizer, o ancora individuando gli stessi punti su un'altra immagine georeferenziata.

IDW - Inversed Distance Weighted

Metodo di interpolazione che considera che ogni punto misurato ha un’influenza locale che diminuisce con la distanza. Questo interpolatore pesa maggiormente i punti più vicini alla locazione di predizione rispetto a quelli più lontani, da qui il nome distanza pesata inversamente. Per esempio quando si interpola una superficie relativa al potere di acquisto del consumatore per l’analisi di un negozio, il potere di acquisto di un negozio più distante avrà meno influenza perché è più probabile che le persone comprino vicino a casa.

Immagine multispettrale

Immagine costituita da più bande.

Immagine pancromatica

Immagine costituita da una singola banda o monocromatica.

Kriging

Metodo di interpolazione geostatistico, usato per dati che presentano una forte variabilità naturale. Si basa sull’assunzione che il parametro che si intende interpolare possa essere trattato come una variabile regionale, ovvero che tra dati vicini esista una certa correlazione spaziale, mentre tra punti distanti esista una indipendenza statistica. Esso consiste in un complesso di metodologie idonee alla stima ottimale dei valori incogniti di una variabile regionale, ottenibile attraverso la minimizzazione dell’errore.

Modello digitale del terreno (DEM o DTM)

Definisce, a partire da punti quotati e curve di livello, e attraverso algoritmi di interpolazione o procedure di triangolazione (TIN), la modellazione del territorio in esame, in modo tale che per ogni cella si ottiene il valore altimetrico. Dal DEM possono derivare altre carte, quali le pendenze, l’esposizione dei versanti, il drenaggio superficiale.

modello digitale

Dem a 30m

 

Overlay

Il processo di overlay consiste nell'integrazione di ‘strati' di dati differenti.
Nel caso più semplice l'operazione può essere solo visiva, ma analisi complesse richiedono che due o più ‘strati' siano sovrapposti fisicamente. Tale overlay può integrare ad esempio i dati su suoli, pendenze e vegetazione, oppure può incrociare la proprietà del terreno con gli accertamenti fiscali.

Risposta spettrale

La risposta di un materiale come funzione della lunghezza d’onda dell’energia elettromagnetica incidente, in termini di energia misurabile emessa o riflessa.

Spline

Metodo di interpolazione nel quale i valori delle celle sono calcolati usando funzioni matematiche che minimizzano la curvatura della superficie, dando come risultato una superficie piana che passa per i punti di input.

TIN - Triangulated Irregular Network

Superficie di rappresentazione derivata da un campione di punti, distribuiti in modo irregolare, e linee di interruzione (breakline features). Il dataset di un TIN include relazioni topologiche tra i punti e i loro triangoli vicini. Ogni punto campione ha coordinate X,Y e un valore di quota. Questi punti sono collegati da vertici per formare un set di triangoli che non si sovrappongono, usati per rappresentare la superficie.